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Mixerplanet.com - Altro che gioco vintage. Il videogioco Arcade, come lo chiamano gli anglosassoni, è più attuale che mai. Soprattutto nei locali. Almeno in America, dove continua ad espandersi il business dei cosiddetti “Barcade”: ovvero, i locali che offrono al loro interno un’offerta di Food & Beverage, circondati da giochi di tutte le epoche.


Dai primi esemplari degli anni ‘80 fino ai più recenti. Oltre a flipper, calcetti e tutto ciò che rappresenta (ed esalta) il mondo dell’intrattenimento. Si tratta di veri e propri bar, caffè in piena regola, che offrono quindi la somministrazione di alcolici (per la quale in Usa esistono delle regole piuttosto stringenti), accompagnata da del sano intrattenimento.
O amusement, come lo chiamano da quelle parti. Per un nuovo concept, in grado di offrire un’esperienza completa agli avventori, all’insegna della spensieratezza e del divertimento. E se, fino a qualche tempo fa, poteva apparire “roba da nerd”, oggi è diventato un autentico fenomeno di massa, riscuotendo un successo notevole che sta facendo letteralmente moltiplicare questo tipo di locali in tutti gli States.

GLI ALBORI Tutto è iniziato a New York, nel 2004: quando a Brooklyn apriva i battenti il primo Barcade, dal titolo omonimo, divenuto poi uno specifico brand, oltre a un vocabolo di uso globale utilizzato per identificare genericamente questo tipo di locali (un po’ come avvenut o negli anni passati con il brand “Tom Tom” utilizzato come sinonimo di navigatore o Gps). Un locale dove veniva offerta una selezione di birre artigianali accompagnata da un’accurata selezione di giochi arcade e flipper. Creando, senza volerlo, un format di autentico successo, in grado di associare ed esaltare due grandi passioni americane: quelle per la birra e per l’intrattenimento. Da quel momento in poi il fenomeno si è rapidamente espanso, con il Barcade che ha iniziato a prendere piede in altri quartieri, città e stati, aprendo anche a Philadelphia, Manhattan e Jersey City, poi New Haven e Los Angeles. I fondatori del Barcade di New York avevano semplicemente pensato di accompagnare qualche bevuta con dei giochi, senza immaginarsi di poter dar vita a un concept praticamente rivoluzionario. Invece così è stato. “A tutti noi piaceva la birra artigianale e, in particolare, quella americana, come pure i videogame”, spiega Paul Kermizian, Ceo e co-fondatore di Barcade. “Per questo volevamo aprire un bar come lo volevamo noi. Ma non ci saremmo mai aspettati di diventare così popolari e fino a questo punto”. Continua a leggere»